Cosa legge (per lavoro) uno sceneggiatore di fumetti

Arrivano le vacanze e in valigia bisogna iniziare a pensare cosa mettere, in fatto di libri e anche di fumetti. Naturalmente non si legge solo d’estate, tutt’altro, ma è vero, almeno per quanto mi riguarda, che si aspetta l’estate per poterci dare dentro sul serio. Il lavoro è lontano, le preoccupazioni anche e finalmente ci si può dedicare alla lettura distensiva.

Libri e libri accumulati sul comodino, di vario genere ma di grande interesse, sfogliati più volte, ma mai iniziati veramente. Romanzi, certo, del genere preferito magari (la fantascienza nel mio caso), ma forse e soprattutto saggi su argomenti dei più disparati, ma sempre legati in qualche maniera a quello che poi, in realtà, si vuole un giorno scrivere.

Sì, perchè, se poi vai a vedere, per lo sceneggiatore leggere fa parte del lavoro e tra le letture distensive di cui sopra, poche non sono anche “letture da lavoro”. Così, contando tra la pila di libri accanto al letto, si prospetta un’altra estate che vola via senza aver deciso cosa “di nuovo” si voleva leggere.

Ma allora, ce l’ha, lo sceneggiatore, il tempo di leggere quello che gli pare senza aver troppi pensieri? Generalmente no. Quando legge, diciamocelo francamente, ha sempre e comunque un qualche obiettivo, fosse anche proiettato verso un futuro remoto. E’ come se mettesse in cantiere un’idea, che ronza nella testa, e se la studia man mano. E man mano raccoglie libri sull’argomento o su argomenti simili e poi ad un certo punto ci si butta dentro a capofitto. A leggere. Non stiamo ancora parlando di scrivere, figuriamoci. Però ci si prepara, lungamente.

Questo è in definitiva anche il mio consiglio. Cercare, trovare, leggere quanto più materiale possibile sull’argomento che vi interessa e poi solo quando avete abbastanza roba tra le mani provare a tirar fuori qualcosa, anche una sola: un universo, un inizio, una fine, un personaggio, una situazione particolare da cui costruire tutto il resto. Alle volte arriva in un lampo, alle volte c’è bisogno di rimetterci mano più volte, ma una cosa è certa: è avvenuto dopo un lungo studio e dopo aver letto tanti libri. Certo, potete anche aggiungere video su Youtube e audiolibri, podcast e dalla TV documentari, ma se volete fare un buon lavoro dovete proprio studiarvele, le cose.

Oppure vi succede il contrario: arriva l’idea, l’ambientazione, qualsiasi cosa che però vi farà rendere conto che non ne sapete niente di quella roba e che dovete assolutamente mettersi d’impegno a conoscerle interamente. Ora la ricerca dei libri da leggere diventa piuttosto mirata, oculata e quasi viscerale e forse sarete così bravi da leggere tutto in contemporanea al ritrovamento o agli acquisti ma sta di fatto che come tutti gli altri state studiando il materiale che vi serve. Altro che distensione estiva.  

Il tutto, allora, si può tradurre col verbo “documentarsi” ed è sacrosanto farlo.

Però di questi tempi non basta. Se volete creare un fumetto mai visto prima o semplicemente cavalcare la cresta dell’onda, solo la documentazione storico-letteraria risulta povera. Generalmente quando propongo qualcosa di nuovo, per un progetto, mi citano almeno un paio di Serie TV sul catalogo Netflix (per il quale sto ancora facendo resistenza) che possono dare molti spunti e che soprattutto fanno capire che aria tira, cosa la gente guarda con interesse e naturalmente dove sarebbe il caso di andare a parare noi per avere un po’ di riscontro di pubblico da subito.

Da questo punto di vista, ho già fatto vari esperimenti nel passato lasciandomi molto spazio creativo: penso a Vampire’s Tears quando la saga Twilight andava per la maggiore, unendo il sempreverde tema del vampiro con il teatro, oppure al mio più recente Cronache dal Ghiaccio che voleva percorrere temi, ma soprattutto lo stile di George R. Martin poco prima che sbarcasse “Trono di Spade”. Cosa è successo? Il mio fumetto è diventato un prodotto a se stante e di quella saga ha forse in comune soltanto il nome e la scelta di una certa crudezza. La verità è che volevo dire altro e alla fine ha prevalso. Ho tirato fuori qualcosa a suo modo originale, che non somiglia a nient’altro in particolare e che non ha seguito la scia del successo di nessun altro. E a pensarci bene, ha un pubblico di lettori tenace e presente, per essere un prodotto di una piccola casa editrice di fumetti. Però i libri di Martin li ho letti quasi fino alla fine, dedicandoci tutta un’estate e cercando di imparare cosa esercitasse di fatto tanto fascino sul pubblico di lettori (e poi spettatori). Qualcosa, quindi, mi è rimasto.

Quindi in valigia… libri che servono, ma anche fumetti. Qui il discorso cambia leggermente. Non leggo fumetti per documentarmi. Leggo fumetti per imparare. Imparare a trovare nuovi soluzioni, a vedere quello che ancora non ho mai fatto e che potrei fare. Molti dei miei colleghi sceneggiatori leggono di tutto di più, anche per tenersi più porte aperte. Sondano cosa viene pubblicato e dove potrebbero eventualmente infilarsi. Alle volte sono così bravi da prevedere a distanza di qualche mese cosa succederà a quel fumetto o quell’altro. Fanno bene. Potete fare così anche voi. Io però preferisco non rincorrere nessuno e leggermi un buon fumetto, di quelli che nutrono la mente e restare così, con la sensazione che mi abbia arricchito un po’ l’esistenza. Perché sono fumetti così che vorrei sempre scrivere, quelli che ti cambiano un po’ e sempre in meglio.

In ogni caso, abbiate il tempo di leggere libri e fumetti, sempre. E’ anche un modo per lasciarsi ispirare. Le migliori riflessioni, devo ammetterlo, sono arrivate davanti film non particolarmente esaltanti. Spesso nella parte dimenticata, prima delle vicende rocambolesche dell’eroe, ho trovato una ricchezza di idee che è sempre un peccato che il regista o chi per lui non abbia speso più tempo ed energie per spiegarcele. E’ quando vi dite “questa cosa l’avrei fatta meglio” che siete diventati abbastanza bravi. E allora, anche guardare cose mediocri, potrebbe essere utili per fare riflessioni e tirar fuori qualcosa di nuovo.

In conclusione, leggete. Leggere per lavoro, leggete per piacere, leggere e qualcosa accadrà.

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