Perchè dare il massimo anche se il tuo fumetto verrà stampato in sole 100 copie

Gli autori di fumetti si dividono in due grandi categorie: quelli che pensano a fare bene tutto quello che verrà pubblicato di loro, anche se i compensi non corrispondono al lavoro effettivamente impiegato, e quelli che pensano a macinare più fumetti possibili, senza curare troppo i dettagli e cercando di guadagnare il più possibile in minor tempo.

Sono scelte il cui giudizio spetta solo a chi le fa, però potrebbe essere interessante valutare i pro e i contro e sapere da subito a cosa andrete incontro se vi sentite più da una parte o più dall’altra.

L’autore di fumetti che per istinto e per passione e perchè fondamentalmente è impossibile per lui, per pignoleria, non dare il massimo ovunque si trovi a scrivere, disegnare o colorare, è una grande risorsa per una piccola casa editrice di fumetti. Non lascerà mai niente di impreciso, di incompiuto, di arrangiato. Probabilmente è per istinto che lo fa, non per una strategia particolare alla base. Non ama vedere lui per prima, una roba creata da lui, fatta male e così torna sui suoi passi, fa le modifiche e quant’altro ritiene necessario. Probabilmente si vede sempre imperfetto, ma ad un certo punto deve consegnare e quindi lo farà, sempre col dubbio che avrebbe potuto fare di più. Così al lavoro successivo farà ancora meglio, e perchè nel frattempo è diventato più bravo (in fondo si tratta sempre di un allenamento e più ci sia allena e più si diventa bravi), e perchè non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di superare se stesso. Inutile ripetere che uno così fa molto comodo alla casa editrice anche se lo paga molto meno di quanto varrebbe. Anche perché in termini di tempo chi ci mette l’anima a fare le cose, di tempo ne ha bisogno sempre e non sarà mai ripagato per quanto dà. Però è una gran soddisfazione rileggere e rivedere quanto ha fatto e scoprire che poi non è tanto male, come artista di fumetti. Certo, così non si campa, soprattutto se si hanno delle spese importanti e magari una famiglia a carico. Per non parlare di qualche progetto futuro che richiede grano (per citare Marco Montemagno) e che è sempre lì nel cassetto e nei nostri obiettivi.

Però dal punto di vista della fiducia e affidabilità questo essere è indubbiamente una sicurezza, per chi ci deve lavorare assieme e può, una volta chiusi i progetti, dormire sonni tranquilli, sapendo che tutto quello che materialmente il team poteva fare è stato fatto. Probabilmente col tempo, questo tipo di fumettista che prima si arrovellava per non fare abbastanza, diventa più sereno con se stesso e riesce a vivere meglio il conflitto interiore,  ma allo stesso tempo, con mente più lucida, capisce che un lavoro fatto bene nei minimi dettagli, anche se ancora perfettibile, è quello che la casa editrice, anche se piccola, auspica. Perciò in fin dei conti, se ci vuole restare in quel team e avere sempre del lavoro nuovo, deve solo continuare a fare così. Del resto ne va anche dell’immagine di sé che dà all’esterno e questo lui lo sa ancora prima che se ne accorga consciamente.

Per contro, l’autore che pensa solo a macinare più fumetti possibili è spesso un problema per una casa editrice perchè ovviamente non darà mai il massimo e il risultato è inesorabilmente inferiore alle aspettative, con qualche errore di troppo e che non sempre è facile correggere in corso d’opera. Alle volte è una vera e propria grana e appena l’occasione lo permette (alle volte non si aspetta nemmeno l’occasione) ce se ne libera. Perchè? Perchè la sensazione che dà questo tipo di persona è di incertezza, di imprecisione, di chi alla fine non ci tiene a quello che fa e che un fumetto vale l’altro, e nessuno ha piacere di lavorare con una persona così. Anche qui non c’è un calcolo matematico o una strategia, ma è l’istinto che ci dice che questo autore non darà mai il massimo, perchè non può, per qualche ragione, perché non ne ha voglia, perché è così proiettato sul futuro e agli ingaggi che cerca continuamente, magari di quelli che gli cambieranno la vita, che non si accorge che tutto dipende invece all’Adesso, da quanto riesce a dare ora. E’ quello che fate ora che vi darà un futuro prospero, basta imbattersi  anche in un fumetto di poche copie ma ben fatto a fare la differenza nella vostra vita. Se invece disseminate cose fatte bene e fatte male ovunque, chi siete veramente? A quale artista in voi il talent scout che vi ha scoperto deve fare riferimento? Non pensate che potrebbe avere il sospetto, che per qualsiasi motivo, di parlare con la metà cattiva del Visconte Dimezzato? Per non trovarsi nei guai, rinuncerà a entrambe e ne avrebbe tutto il diritto, visto che è sempre meglio non perdere tempo.

Il “tirar via” è una cosa che si vede spesso, non dimentichiamoci che basta un mal di pancia o di testa, un evento difficile nella sfera personale, a impedire ad un autore di produrre per bene. A me però basta saperlo e riorganizzarmi per coordinare i lavori e fare in modo che l’autore si viva il dramma in atto, qualunque esso sia, nella maniera giusta, senza sentirsi ossessionato dalla scadenze e dall’impegno. E comunque, detto tra noi, lavorare aiuta sempre in questi casi: se sapete cosa fare, dove andare a sbattere la testa, qualcosa vi sta  impedendo di pensare al problema e stranamente vi aiuta a superarlo.

Quindi, se non è una situazione contingente a creare un problema e a impedirvi di dare il massimo, cosa lo fa veramente? Pensare solo ai soldi (“pochi, maledetti e subito!”) non è solo un errore, ma vi nobilita veramente poco. Se prendete quei soldi e poi non ce ne saranno altri che arrivano da quella fonte, avete perso un’occasione che non si presenterà mai più. Non ci sono così tanti editori in Italia, alla fine! Se cominciate a fare così, dopo essere stati eliminati da due o tre liste, finirete per portarvi una nomea ragguardevole, che arriva, come il cattivo odore, prima di voi.

Altra ragione, terribile, ma vera si chiama pigrizia. No, si chiama più precisamente accidia. Decidete di dare il massimo solo a quello che più vi interessa, che vi piace di più o che vi dà più visibilità. Sul resto, fate economia sulle energie fisiche, mentali e anche materiali (attrezzi di lavoro di vario genere). Se la scelta è strategica, vi suggerisco di cambiare strategia, perché un autore affidabile si vede anche dalla serietà con cui gli viene dato il lavoro, qualunque esso sia. Se vi viene dato, vuol dire che ne siete capaci, quindi non è la scusa giusta; se vi viene dato un lavoro, dovete portarlo a termine come se fosse il vostro idolo fumettistico che state inseguendo da sempre! Se invece siete pigri di natura e proprio non ce la fate… niente scuse, date il massimo comunque!

E ora per rispondere alla domanda del titolo di questo articolo, perchè dare il massimo anche se verranno stampate solo 100 copie del vostro fumetto? Da qualche parte, vi ho già risposto. Lo dovete fare per il nostro orgoglio personale e per il vostro curriculum che sarà così impeccabile, perchè non si sa mai in che mani finirà quella copia e magari  sarà foriera della grande svolta della vostra vita, perché non abbiate mai rimpianti, qualsiasi cosa accada di non aver fatto tutto quello che c’era da fare nella vostra vita!

In bocca al lupo!

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